Si chiama Lib(e)ri dal fango la nuova associazione presentata alla cittadinanza di Forlì con l’obiettivo di proseguire il lavoro avviato dopo l’alluvione del maggio 2023. Il gruppo nasce dall’impegno dei volontari che, durante l’emergenza, hanno cercato di salvare i libri danneggiati dall’acqua e dal fango, trasformando quella mobilitazione in un progetto civico e culturale stabile.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le condizioni dei volumi recuperati e le iniziative future. A coordinare l’associazione è Nino La Martire, che ha ricordato come, grazie alla collaborazione tra volontari, Comando dei Carabinieri e Sovrintendenza archivistica e bibliografica, siano stati messi in salvo 50mila volumi del Seminario Vescovile dopo l’alluvione.
Il percorso tra congelamento e liofilizzazione
I libri sono stati congelati per garantirne la conservazione, in attesa del trasferimento al laboratorio specializzato della Biblioteca Nazionale di Firenze. Il trattamento prevede processi di recupero e asciugatura attraverso la liofilizzazione. Finora, a causa dei costi elevati, sono stati effettuati due trasporti e a Forlì sono rientrati asciutti 800 volumi.
La raccolta di risorse economiche è quindi una delle priorità indicate dall’associazione. L’obiettivo è finanziare almeno cinque viaggi da Forlì a Firenze, con due contenitori per ogni trasferimento, per un totale di circa dieci cassoni. Un capitolo specifico riguarda inoltre il recupero di cinquecentine e incunaboli, testi di particolare valore storico risalenti a un periodo compreso tra quattro e quasi sei secoli fa. Dopo il complesso iter burocratico, anche questi volumi potrebbero essere avviati al trattamento.
Prevenzione e costi del restauro
Tra i progetti dell’associazione figura anche la ricerca di finanziamenti per creare un laboratorio di restauro in Romagna, così da ridurre i tempi di lavorazione e rendere più vicino il percorso di recupero. Paolo Tinti, indicato come rettore del Seminario Vescovile di Forlì, ha richiamato il tema della prevenzione: le biblioteche colpite in Romagna, ha sottolineato, erano prive di piani di emergenza. La predisposizione di procedure specifiche viene quindi considerata essenziale per proteggere i patrimoni librari in caso di nuove calamità.
Don Andrea Carubia ha evidenziato l’entità delle risorse necessarie. Per asciugatura, sanificazione e liofilizzazione la stima è di circa 500mila euro, mentre il restauro dei volumi richiederebbe una cifra compresa tra 2,5 e 4,5 milioni di euro. La disponibilità limitata impone dunque di stabilire priorità, partendo dai testi più fragili o di maggior pregio.
Alla presentazione è intervenuto anche Vincenzo Bongiorno, vicesindaco e assessore alla Cultura di Forlì, riferendo dell’interessamento del ministro della Cultura Giuli. Secondo quanto comunicato, il ministro avrebbe riconosciuto il valore del patrimonio librario e starebbe lavorando per individuare risorse dirette del ministero. Il percorso, è stato precisato, resta lungo e dipenderà dalla disponibilità dei finanziamenti.