Fabbriche italiane

Electrolux, intesa sul piano: investimenti e 194 uscite

A Forlì confermate entrambe le produzioni fino al 2029, con adesioni volontarie e percorsi di riqualificazione.

Electrolux, intesa sul piano: investimenti e 194 uscite

Dopo sei mesi di confronto, Electrolux e i sindacati hanno raggiunto un’ipotesi di accordo sul piano industriale 2026-2029 per gli stabilimenti italiani del gruppo. L’intesa è stata definita nella notte tra il 3 e il 4 novembre, al termine di 48 ore di trattativa al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il documento dovrà ora essere sottoposto al voto dei lavoratori dello stabilimento di Forlì, attraverso un referendum interno, mentre il piano industriale globale sarà esaminato dal consiglio di amministrazione di Electrolux.

Il numero degli esuberi previsti scende a 194, rispetto ai 297 indicati nel piano presentato in primavera. Nel corso della trattativa la cifra era stata progressivamente ridotta a 233 e poi a 222. Le eccedenze riguardano 107 operai di produzione e 87 tra impiegati e quadri. Per la gestione delle uscite sono previste adesioni volontarie incentivate, con importi fino a 95mila euro, oltre ad accompagnamento alla pensione, ricollocazioni interne, formazione e riqualificazione professionale.

Il futuro dello stabilimento di Forlì

Nel sito di viale Bologna sono stati programmati 15 milioni di euro di investimenti nel prossimo triennio. Le risorse saranno destinate all’innovazione dei prodotti, al miglioramento degli impianti, alla digitalizzazione e all’efficienza produttiva. L’accordo conferma entrambe le produzioni, forni e piani cottura, con l’obiettivo di arrivare entro il 2029 a un milione e 283mila pezzi all’anno.

L’assetto produttivo comprenderà tredici linee: sette dedicate ai forni elettrici, una ai forni a gas e cinque ai piani cottura. Due di queste ultime saranno destinate ai prodotti di altissima gamma. Il testo prevede inoltre verifiche periodiche sugli investimenti, sull’andamento della produzione e sui livelli occupazionali. In caso di nuove assunzioni, sarà data priorità ai lavoratori già impiegati con contratti precari. Tra gli strumenti previsti figurano anche gli ammortizzatori sociali, compresi i contratti di solidarietà.

La situazione a Cerreto d’Esi

Per lo stabilimento di Cerreto d’Esi, nel Fabrianese, l’accordo prevede il mantenimento della produzione con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni. La soluzione sarà mantenuta fino all’individuazione di un progetto di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori. Il ministero del Lavoro sarà coinvolto nella scelta degli ammortizzatori sociali più adeguati, insieme a percorsi di formazione e riqualificazione.

In una nota, Electrolux sostiene che l’accordo confermi la centralità dell’Italia nelle strategie industriali del gruppo, con il mantenimento di un importante assetto produttivo e dei centri globali di Ricerca e Sviluppo. L’azienda indica inoltre in oltre 100 milioni di euro il valore complessivo degli investimenti di prodotto e processo destinati alle attività italiane. Per il governatore Francesco Acquaroli, l’intesa rappresenta un passo avanti raggiunto dopo un confronto lungo e complesso e consente di evitare conseguenze più pesanti sul piano occupazionale e produttivo.