Il consigliere comunale Massimiliano Pompignoli esprime perplessità sulla dichiarazione dello stato di crisi regionale adottata dopo il maltempo di agosto. Secondo il suo giudizio, la decisione avrebbe riunito nella stessa procedura tredici Comuni colpiti da eventi distinti, destinandoli a condividere le risorse del Fondo regionale di Protezione Civile.
La principale critica riguarda la possibilità che i finanziamenti disponibili non siano sufficienti a coprire l’intero ammontare dei danni subiti dal patrimonio pubblico. Pompignoli ritiene difficile che ai territori interessati vengano riconosciute tutte le somme stimate per gli interventi necessari e considera altrettanto improbabile che negli atti della Protezione Civile regionale possano essere previsti ristori per imprese e famiglie.
L’accorpamento degli eventi
Nel dettaglio, la Regione avrebbe inserito nella stessa dichiarazione gli episodi verificatisi il 20 e 21 agosto a Imola, Forlì e Castrocaro Terme e quelli del 28 agosto che hanno interessato Castel San Giovanni, Castelvetro Piacentino, Corte Brugnatella, Lugagnano Val d’Arda, Monticelli d’Ongina, Morfasso, Vernasca, Parma, Salsomaggiore Terme e Torrile.
Per il consigliere, l’accorpamento non avrebbe tenuto conto dell’impatto specifico registrato a Forlì, sia sul patrimonio pubblico sia sulla popolazione. La situazione, sostiene Pompignoli, avrebbe dovuto essere affrontata separatamente e con maggiore tempestività, attraverso un provvedimento dedicato e uno stanziamento straordinario di risorse regionali.
Il timore sui rimborsi
La conseguenza della scelta regionale, secondo la ricostruzione del consigliere, sarebbe una ripartizione delle risorse tra tutti i Comuni coinvolti. In questo scenario, ciascun territorio rischierebbe di non vedersi riconoscere la totalità delle spese sostenute per fronteggiare i danni provocati dal maltempo.
Pompignoli teme inoltre che, una volta soddisfatte le richieste degli enti pubblici nei limiti delle disponibilità del fondo, non restino risorse per sostenere i cittadini e le attività economiche colpite. La sua posizione è quindi una critica alla gestione complessiva della crisi da parte della Regione e alla scelta di trattare in un unico quadro amministrativo episodi avvenuti in giorni e territori differenti.