L’annunciata incursione della Gen Z nel centro storico di Forlì non si è verificata. Nei giorni precedenti, nelle chat, erano circolati messaggi che prefiguravano una possibile devastazione della città, accompagnati dal motto Distruggiamo Forlì. I giovani indicati come protagonisti della protesta, però, non si sono presentati in piazza Saffi e non si sono registrati danneggiamenti alle attività commerciali.
Il dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità era imponente: in centro erano presenti circa un centinaio di operatori tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, con alcuni rinforzi arrivati da altre città. Le forze dell’ordine hanno seguito da vicino ogni movimento, mantenendo alta l’attenzione per tutta la giornata. Molti negozi sono rimasti aperti, anche se le saracinesche abbassate e le vetrine schermate erano più numerose del solito.
Gli ultras in piazza Saffi
Intorno alle 15, in piazza Saffi è arrivato un gruppo di circa cento persone, composto da tifosi del Cesena, del Forlì Calcio e dell’Unieuro. La presenza degli ultras non era autorizzata, ma era stata comunicata alla questura il giorno precedente. Il gruppo ha spiegato di voler difendere la città e sostenere le forze dell’ordine.
I tifosi sono stati fermati prima dell’ingresso in piazza dal dirigente Enrico Gardini, della Divisione Anticrimine, che coordinava il servizio. Ai partecipanti è stato consentito di intonare soltanto cori da stadio, con il divieto di manifestare e di lanciare cori politici. Il gruppo si è quindi fermato in un locale dell’area, dove ha ordinato da bere, cantando l’inno di Mameli e diversi motivi da stadio.
Durante la permanenza sono però comparsi anche cori razzisti e si è verificato un primo momento di tensione con uno studente universitario di 20 anni. Il giovane avrebbe cercato di entrare nel bar, ma alcuni presenti lo hanno apostrofato e gli hanno impedito l’accesso, provocando una reazione verbale. La situazione è rientrata senza conseguenze fisiche. Dopo le 16, il gruppo ha lasciato piazza Saffi dirigendosi verso piazzale della Vittoria lungo corso della Repubblica.
Il presidio e i momenti di tensione
Durante il percorso gli ultras hanno intonato cori contro i maranza e altri di matrice neofascista, accompagnati in alcuni casi dal saluto romano. Il passaggio ha attirato l’attenzione di numerosi cittadini, tra chi osservava dai negozi e dai marciapiedi, chi applaudiva e chi manifestava disapprovazione. In più punti, alcune attività hanno abbassato le saracinesche al passaggio del corteo.
In piazzale della Vittoria gli ultras si sono uniti al presidio di Forza Nuova, ai piedi di Icaro, mentre sul lato opposto della strada proseguivano i cori antifascisti. Con il calare della sera, i partecipanti hanno iniziato a disperdersi. Un ultimo episodio si è verificato davanti a un bar di viale Roma, dove alcuni componenti del corteo hanno avuto un alterco con un giovane immigrato. Anche in questo caso le forze dell’ordine sono intervenute rapidamente e non ci sono stati feriti.
Il bilancio della giornata non comprende scontri gravi, vetrine infrante o altri danneggiamenti. La temuta discesa dei giovani annunciata nelle chat è dunque rimasta senza seguito, ma il pomeriggio ha mostrato la presenza di tensioni sociali e politiche nel cuore della città.