Disagi commerciali

Tutele stabili per i negozi di Cesena nei cantieri

La proposta prevede riduzioni fiscali, sostegni legati al fatturato e misure per accessibilità e sosta.

Tutele stabili per i negozi di Cesena nei cantieri

Cesena Siamo Noi chiede al Comune di Cesena di introdurre un sistema stabile di tutela per le attività economiche coinvolte dai cantieri pubblici. Secondo il gruppo, la durata dei lavori e le conseguenze su accessibilità, parcheggi, percorsi e visibilità dei negozi non possono tradursi in un costo sostenuto soltanto da commercianti e residenti.

La questione, sostiene Csn in una nota, riguarda in particolare l’area di Palazzo Oir e del porticato adiacente, interessata dai lavori per la nuova Pinacoteca. L’intervento viene considerato un investimento importante per la città, ma il gruppo invita a valutare anche gli effetti prodotti durante la realizzazione. La conclusione dei lavori, inizialmente indicata per la primavera del 2027, è stata successivamente collocata a giugno 2027 e, nell’ultimo aggiornamento emerso a settembre durante la discussione sul Dup, spostata verso il 2028.

La richiesta di un sistema permanente

Per Cesena Siamo Noi il punto non è mettere in discussione la Pinacoteca o le altre opere pubbliche, ma stabilire chi debba sostenere le conseguenze dei ritardi e dei disagi. Un’attività che rimane per mesi o anni davanti a impalcature e recinzioni può perdere visibilità, clientela e possibilità di accesso, oltre a dover fare i conti con la riduzione dei parcheggi e con eventuali proroghe del cronoprogramma.

Il gruppo ricorda di avere già sollevato il tema in Consiglio comunale nell’ottobre 2025. In risposta a un’interpellanza, l’assessore allo Sviluppo economico Lorenzo Plumari aveva riferito che per il 2025 non erano previsti ristori e che per il 2026 si sarebbe valutata l’introduzione di un bando e lo stanziamento di risorse in bilancio.

Nel luglio 2026 il Comune ha avviato un bando generale da 100 mila euro destinato alle micro e piccole imprese. Csn osserva però che il provvedimento è rivolto soprattutto a investimenti per la transizione ecologica e digitale e non è stato pensato in modo specifico per compensare i danni causati dai cantieri pubblici. Da qui la richiesta di una disciplina strutturale, che eviti di riaprire ogni volta una discussione separata.

Le misure proposte

Cesena Siamo Noi cita come possibili riferimenti alcune iniziative adottate altrove. A Firenze, nel 2026, sono state previste riduzioni della Tari fino al 50 per cento per le attività vicine ai cantieri della tramvia con lavori superiori a sei mesi. A Bologna, invece, la Camera di Commercio ha stanziato 500 mila euro per contributi alle imprese situate entro 200 metri dai grandi cantieri, graduati in base alla diminuzione del fatturato.

La proposta è l’introduzione di un Protocollo cantieri, da attivare automaticamente per gli interventi pubblici di maggiore durata e impatto. Tra gli strumenti indicati figurano riduzioni della Tari e del Canone unico, contributi collegati al calo documentato del fatturato, parcheggi compensativi o sosta gratuita temporanea, nuove aree di carico e scarico, segnaletica dedicata, percorsi pedonali sicuri e campagne comunali per ricordare che le attività restano aperte.

Il gruppo chiede inoltre misure preventive: prima dell’avvio di ogni grande intervento dovrebbe essere realizzato un censimento delle attività coinvolte, reso pubblico il cronoprogramma e istituito un tavolo permanente con commercianti e associazioni di categoria. L’obiettivo indicato è accompagnare l’intera durata dei lavori e aumentare le compensazioni quando il cantiere supera in modo significativo la data prevista di conclusione. Per Csn, realizzare un’opera e proteggere il tessuto commerciale della zona interessata sono parti dello stesso compito amministrativo.