Vertice aziendale

Trevi, Icop presenta il piano per Soilmec e il territorio cesenate

La società friulana rassicura su sede, occupazione e sviluppo, mentre l’offerta rivale di Webuild resta in campo.

Trevi, Icop presenta il piano per Soilmec e il territorio cesenate

La sfida per il controllo di Trevi entra nel vivo. Tra le due società che stanno tentando di acquisire il gruppo cesenate attraverso offerte pubbliche di acquisto e di scambio azionario, Icop Spa ha presentato il proprio progetto industriale e le possibili ricadute sul territorio. L’incontro si è svolto ieri nella sede forlivese di Ance, alla presenza dei rappresentanti sindacali e del sindaco di Cesena Enzo Lattuca.

La società friulana, fondata nel 1920 dalla famiglia Petrucco e con sede a Udine, si trova a competere con il gruppo Webuild, considerato più forte per dimensioni e capacità finanziaria. L’esito del confronto potrebbe essere definito verso la fine di novembre, ma nel frattempo Icop ha illustrato le ragioni per cui la propria proposta dovrebbe garantire continuità industriale e prospettive di sviluppo alla storica azienda nata nel 1957 e attiva nell’ingegneria del sottosuolo.

Il futuro di Soilmec

Uno dei passaggi centrali dell’incontro ha riguardato Soilmec, il comparto metalmeccanico che rappresenta il braccio costruttore del Gruppo Trevi. L’amministratore delegato di Icop, Piero Patrucco, ha escluso l’ipotesi di uno smantellamento dell’azienda, respingendo le voci circolate in precedenza. Secondo quanto riferito, la permanenza della sede a Cesena sarebbe considerata un valore e non ci sarebbe alcuna ragione per trasferirla.

Patrucco ha inoltre indicato la disponibilità a investire su Soilmec per trasformarla anche in un hub dedicato alla ricerca e sviluppo e alla progettazione. Il tema è stato indicato come prioritario dalle organizzazioni sindacali, interessate a conoscere le garanzie sul mantenimento delle attività, dei posti di lavoro e delle competenze presenti nello stabilimento cesenate.

Un gruppo più grande

Nel corso dell’incontro Icop ha sostenuto che l’integrazione con Trevi potrebbe creare una piattaforma internazionale più ampia, con maggiori opportunità commerciali e la possibilità per le squadre specializzate di operare in progetti e aree geografiche differenti. Sulla base dei rispettivi piani industriali, l’entità combinata potrebbe arrivare nel 2029 a circa 1,7 miliardi di euro di ricavi e a 280 milioni di Ebitda, senza considerare le eventuali sinergie.

Tra gli impegni illustrati figurano la tutela dei posti di lavoro qualificati, la valorizzazione delle competenze e del know-how industriale e la partecipazione a grandi progetti infrastrutturali internazionali. Per Trevi, Icop prospetta inoltre la conservazione e la valorizzazione delle specializzazioni, dei marchi, delle identità e delle competenze delle diverse realtà del gruppo, mettendo a disposizione maggiore capacità di investimento, nuovi mercati e ulteriori opportunità di sviluppo.

La società friulana ha infine indicato come propri punti di forza un’impostazione imprenditoriale e industriale, il coinvolgimento dei lavoratori e il legame con il territorio. Sono gli elementi sui quali Icop intende costruire la propria proposta, in contrapposizione all’attuale gestione di Trevi, passata sotto il controllo di fondi di investimento dopo la conclusione dell’era della famiglia Trevisani.