Violenza giovanile

Studente ferito a Cesena: «Dopo l’aggressione non vivo più»

Il quindicenne era ospite di un convitto: operato al Bufalini, denuncia conseguenze fisiche e psicologiche.

Studente ferito a Cesena: «Dopo l’aggressione non vivo più»

Un’aggressione violenta nel cortile del convitto dell’Istituto tecnico Agrario di Cesena ha lasciato profonde conseguenze fisiche e psicologiche a un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. L’ex studente dell’Istituto tecnico aeronautico di Forlì, originario di Medicina e indicato con il nome di fantasia Matteo, ha raccontato l’accaduto insieme alla madre durante il programma televisivo di Mediaset Fuori dal coro, condotto da Mario Giordano.

Secondo la ricostruzione fornita dal giovane, si stava allenando nel cortile del convitto, in compagnia di altri due studenti, quando un gruppo di circa otto ragazzi incappucciati avrebbe scavalcato la recinzione e si sarebbe diretto verso di lui. Gli altri due allievi sarebbero riusciti a mettersi in salvo. Il ragazzo ha riferito che gli aggressori erano armati di coltelli a scatto e tirapugni e che uno di loro lo avrebbe colpito al volto con un machete.

L’aggressione nel cortile

Il giovane ha spiegato di aver cercato di proteggersi dal fendente usando una mano. Il colpo gli avrebbe provocato la profonda lacerazione dei tendini di tre dita. Un secondo fendente, diretto al viso, lo avrebbe ferito alla guancia, sfiorando la giugulare. Nel racconto trasmesso dal programma, il ragazzo ha descritto la gravità delle lesioni e lo stato di shock seguito all’aggressione, sostenendo di essersi accorto solo in un secondo momento di avere la mano e il volto gravemente feriti.

Quel pomeriggio l’istituto era frequentato da numerose persone per i colloqui tra insegnanti e genitori. Alla scena, secondo quanto riferito, avrebbero assistito diversi presenti, compresa la dirigente scolastica. Il 118 ha soccorso il ragazzo e lo ha trasportato all’ospedale Bufalini, dove è stato sottoposto a un intervento nel reparto di Chirurgia maxillo-facciale.

Le indagini e la situazione giudiziaria

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno delimitato l’area e avviato gli accertamenti. Le immagini delle telecamere interne dell’istituto avrebbero consentito ai militari di individuare e fermare uno dei presunti feritori. Gli altri componenti del gruppo sarebbero stati rintracciati nelle loro abitazioni, tra Cesena e le frazioni oltre Mercato Saraceno, e accompagnati insieme ai genitori.

Gli otto ragazzi sono accusati di lesioni gravissime aggravate dall’uso di armi. La madre della vittima ha però riferito che, a oltre un anno dai fatti, tutti gli imputati si troverebbero ancora in stato di libertà. Una situazione che, secondo la donna, contrasta con le conseguenze subite dal figlio, costretto a cambiare scuola e a convivere con cicatrici e limitazioni.

Nel corso dell’intervista, il ragazzo ha raccontato di non sentirsi più al sicuro e di provare rabbia e delusione per quanto accaduto. Le cicatrici sulla mano e sul volto, ha detto, gli ricordano quotidianamente l’aggressione. Nessuno degli autori, secondo la sua testimonianza, gli avrebbe mai chiesto scusa. «Da quel giorno non ho più la vita di un ragazzo normale», ha affermato.