Il Partito Democratico di Cesena interviene sulla situazione del Gruppo Trevi, azienda cesenate del settore delle costruzioni attualmente contesa tra due colossi che hanno presentato altrettante Opa, offerte pubbliche di acquisto sulle azioni della società. I dem chiedono all’attuale governance di fornire indicazioni trasparenti sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo.
Nel documento diffuso dal partito, Trevi viene descritta come una realtà industriale legata al territorio fin dal 1957, con una presenza internazionale nei cantieri e nelle attività legate ai macchinari Soilmec. Il Pd sottolinea il ruolo dei lavoratori altamente qualificati e il rapporto mantenuto dall’azienda con la Romagna, nonostante la dimensione globale raggiunta negli anni.
Le preoccupazioni sul futuro
Secondo il Partito Democratico, negli ultimi mesi le notizie sulle due offerte hanno alimentato preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali. Il quadro si inserisce in una fase già segnata dal risanamento economico e, sostiene il partito, da un clima lavorativo caratterizzato da scarso coinvolgimento e dalla mancanza di prospettive imprenditoriali.
La richiesta rivolta alla governance è di chiarire sia il contenuto dell’attuale piano strategico sia le conseguenze delle due Opa. L’obiettivo è permettere di comprendere quali potrebbero essere gli scenari in caso di acquisizione da parte di uno dei soggetti proponenti oppure di mantenimento dell’attuale conduzione aziendale.
Il ruolo della sede di Pievesestina
Il Pd riconosce che le due offerte rispondono agli adempimenti previsti dal diritto commerciale e dal Testo unico della finanza, ma ritiene che la regolarità formale non sia sufficiente a superare le preoccupazioni esistenti. Per questo chiede che le realtà interessate si confrontino con il territorio e illustrino le prospettive di sviluppo legate alle rispettive proposte.
Tra gli elementi indicati come prioritari c’è la garanzia della piena operatività della sede di Pievesestina. Per il Partito Democratico, la sostenibilità finanziaria dovrà procedere insieme a un piano industriale e occupazionale coerente con la storia e il peso del gruppo. La richiesta riguarda quindi non solo l’assetto proprietario di Trevi, ma anche la continuità delle attività e delle ricadute sul territorio cesenate.