Crisi aziendale

Flash Control, tre settimane per valutare la continuità

Il curatore esaminerà i conti mentre i dipendenti attendono due mensilità arretrate e garanzie sul futuro.

Flash Control, tre settimane per valutare la continuità

Dopo la liquidazione giudiziale di Flash Control Srl, disposta dal Tribunale di Roma, il futuro dell’attività resta legato alla possibilità di ottenere l’esercizio provvisorio. L’azienda, con sede operativa a Cesena, al momento è ferma e circa 30 lavoratori attendono di capire se potranno riprendere l’attività e recuperare almeno parte delle retribuzioni arretrate.

La questione è stata affrontata durante una call tra il curatore Filippo De Luca e i rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. I sindacati hanno chiesto di valutare con urgenza la prosecuzione temporanea dell’attività, sottolineando che le commesse non mancano e che, di conseguenza, esisterebbero ancora occasioni di lavoro. Tra le priorità indicate c’è anche il tentativo di recuperare i due mesi di stipendio non versati.

La valutazione del curatore

Il curatore dovrà ora analizzare la situazione economica e operativa della società per stabilire se esistano le condizioni per mantenere in funzione l’impresa. La richiesta dei sindacati è stata quella di arrivare rapidamente a una decisione, ma la risposta è stata che serviranno almeno tre settimane per completare gli accertamenti necessari. Al momento l’ipotesi dell’esercizio provvisorio non è stata esclusa, ma non viene nemmeno considerata acquisita.

La crisi coinvolge anche quattro dipendenti che si trovano ad Abu Dhabi, impegnati in alcuni interventi. Per loro alle preoccupazioni legate alla permanenza in una zona di guerra si aggiungono le incertezze sulla situazione dell’azienda e sulla possibilità di concludere le attività affidate.

Le preoccupazioni dei lavoratori

I dipendenti sono stati informati nel corso di un’assemblea sindacale durata circa due ore, alla quale ha partecipato quasi tutto il personale. Durante l’incontro sono emerse una forte preoccupazione e, allo stesso tempo, una cauta fiducia nella possibilità di individuare una soluzione. Alcuni lavoratori hanno chiesto chiarimenti sulla possibilità di presentare le dimissioni per giusta causa e accedere alla Naspi.

I sindacati hanno spiegato che, in una situazione di questo tipo, il lavoratore può avere diritto all’indennità di disoccupazione e alla retribuzione relativa al periodo di preavviso previsto. Si tratta tuttavia di una scelta che, in genere, può essere presa in considerazione soprattutto da chi dispone già di un’occupazione alternativa.

Resta invece alta la diffidenza verso l’ipotesi di un assorbimento dell’attività cesenate e degli attuali dipendenti da parte della società spagnola Inspeqtia Industrial Services Srl. Le organizzazioni sindacali contestano la promiscuità che si sarebbe creata tra le due realtà, con passaggi di rami d’azienda, personale e strumentazioni ritenuti poco trasparenti. Tra gli elementi segnalati ci sono anche comunicazioni ai lavoratori inviate tramite WhatsApp. Il timore espresso è che dietro l’operazione possa esserci il controllo degli stessi imprenditori ai quali viene attribuita la gestione che ha portato alla crisi.