Fratelli d’Italia chiede alla Regione Emilia-Romagna di verificare e aggiornare gli strumenti alla base dei vincoli idraulici che, secondo il partito, stanno rallentando gli interventi edilizi nell’Alta Valle del Savio. La contestazione riguarda in particolare il territorio di Bagno di Romagna, dove le limitazioni collegate al reticolo idrografico di competenza regionale interesserebbero cittadini e imprese.
La denuncia è stata presentata dalla deputata di FdI Alice Buonguerrieri e dal consigliere regionale Luca Pestelli. I due esponenti sostengono che alcuni vincoli sarebbero fondati su cartografie risalenti a oltre vent’anni fa e che la loro applicazione starebbe provocando rallentamenti o blocchi non soltanto per le nuove costruzioni, ma anche per ristrutturazioni, ampliamenti e interventi di minore entità.
La richiesta di un nuovo studio
Per questo motivo, Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale. Nel documento si chiede di chiarire quando siano stati realizzati gli studi utilizzati per definire le limitazioni e di finanziare con urgenza un nuovo studio idraulico sull’Alta Valle del Savio. L’obiettivo indicato è aggiornare le cartografie sulla base dell’attuale situazione morfologica e idraulica del territorio.
Secondo Buonguerrieri e Pestelli, qualora i vincoli non risultassero più giustificati, dovrebbero essere superati o rimodulati. Nel caso in cui venissero invece confermate condizioni di rischio, la Regione dovrebbe intervenire con opere di manutenzione e messa in sicurezza sul reticolo di propria competenza.
Sicurezza e possibilità di intervenire
Gli esponenti di FdI prospettano anche una soluzione alternativa: valutare, attraverso uno studio specifico, eventuali interventi di messa in sicurezza a carico dei proponenti dei lavori. In questo modo, sostengono, si potrebbero ridurre i rischi e consentire gli interventi edilizi laddove le condizioni tecniche lo rendano possibile.
La posizione espressa nell’interrogazione è che la sicurezza idraulica debba restare una priorità, senza però trasformarsi in un ostacolo permanente allo sviluppo dell’area. Buonguerrieri e Pestelli collegano la questione anche al contrasto allo spopolamento della montagna: secondo i due rappresentanti, permettere alle persone di abitare, ristrutturare o ampliare le proprie case e alle imprese di investire sarebbe parte delle politiche necessarie a mantenere vitale il territorio.
La richiesta conclusiva alla Regione è di intervenire rapidamente su Bagno di Romagna e sull’Alta Valle del Savio, verificando l’attualità delle cartografie e adottando, se necessario, misure di manutenzione o di messa in sicurezza. Nel testo, il tema viene infine collegato al rapporto tra tutela della montagna e protezione della pianura, in relazione al dissesto idrogeologico e ai cambiamenti climatici.