Ordine pubblico

Trasferta vietata ai residenti riminesi per Bagno-Cattolica

La decisione coinvolge l’intera provincia e scatena la protesta della tifoseria giallorossa

Trasferta vietata ai residenti riminesi per Bagno-Cattolica

Bagno di Romagna-Cattolica, gara della prima giornata del girone H di Prima Categoria, si giocherà domenica alle 15.30 allo stadio comunale Locatelli-Agnoletti senza i sostenitori residenti nella provincia di Rimini. Per ragioni di ordine pubblico è stato infatti disposto il divieto di vendita dei biglietti e di accesso all’impianto per tutte le persone residenti nel Riminese.

La misura non è quindi limitata agli ultras o agli appartenenti ai gruppi organizzati, ma riguarda l’intera tifoseria cattolichina residente nella provincia. Il Cattolica Calcio ha informato i propri sostenitori del provvedimento, invitando chi è interessato dal divieto a rispettare le disposizioni e a non raggiungere Bagno di Romagna in occasione dell’incontro.

La valutazione sulle possibili criticità

La partita era stata sottoposta all’attenzione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive nell’ambito delle valutazioni legate alla sicurezza. La decisione sarebbe maturata anche sulla base dell’attenzione riservata in passato ad alcune trasferte della tifoseria del Cattolica. Tra gli elementi considerati viene indicata la possibile presenza, al seguito della squadra, di sostenitori legati alla Curva Est di Rimini.

Nel quadro delle valutazioni sarebbe stato preso in considerazione anche il rischio di incroci con gruppi di tifosi del Cesena, in caso di partite disputate nel territorio cesenate. Il provvedimento si inserisce in un contesto nel quale le autorità hanno adottato misure di sicurezza anche per incontri dei campionati dilettantistici romagnoli, dopo episodi di tensione tra tifoserie.

La protesta della tifoseria giallorossa

La tifoseria organizzata del Cattolica ha reagito con un comunicato dal titolo Perché lavorare… se puoi vietare?. Gli ultras contestano innanzitutto l’estensione del divieto a tutti i residenti della provincia di Rimini e sottolineano che la gara appartiene al campionato di Prima Categoria, quindi a un torneo dilettantistico.

Nel documento viene evidenziato che, in questa categoria, alcuni impianti non dispongono nemmeno di un settore specificamente destinato agli ospiti. Secondo la tifoseria, la decisione finisce così per coinvolgere qualsiasi sostenitore intenzionato a seguire la propria squadra, non soltanto il movimento ultras. Gli organizzati parlano di una privazione di libertà e contestano il ricorso al divieto, sostenendo che sarebbe stato preferibile predisporre un servizio d’ordine adeguato.