Una mattinata condivisa e un ricordo destinato a restare nella storia della famiglia Giunchi. Romeo, Barbara e i loro tre figli Leonardo, Lorenzo e Ludovico si sono presentati insieme all’Unità di raccolta dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì per donare sangue e plasma.
Il desiderio di vivere tutti insieme questa esperienza aspettava da tempo il momento giusto. A renderlo possibile è stato il diciottesimo compleanno di Ludovico, che il 7 settembre ha raggiunto l’età necessaria per diventare donatore e unirsi così agli altri componenti della famiglia già impegnati nell’attività.
Una consuetudine cresciuta in casa
Ad accogliere la famiglia erano presenti Maurizia Boschetti, presidente di Avis Provinciale Forlì-Cesena, Enrico Vetricini, vicepresidente vicario della stessa organizzazione, che nella medesima mattina ha effettuato una donazione di plasma, e Franco Bernardi, presidente di Avis Comunale Meldola.
Romeo Giunchi, 57 anni, è donatore da quando ne aveva venti e ha raggiunto circa 135 donazioni. Consigliere di Avis Meldola, negli anni ha condiviso questo percorso con la moglie Barbara, 53 anni, e con i figli Leonardo, 27 anni, Lorenzo, 26, e ora Ludovico, 18.
Il padre ha raccontato di aver accompagnato i figli più grandi e la moglie alla loro prima donazione e di aver coltivato a lungo l’idea di accogliere anche il più giovane con un appuntamento speciale. Nei giorni precedenti, la famiglia temeva che un raffreddore o un altro contrattempo potesse impedire a qualcuno di partecipare, facendo saltare l’incontro.
I ragazzi hanno conosciuto l’Avis fin da bambini, seguendo il padre alle donazioni e alle iniziative dell’associazione. Anche le piccole abitudini domestiche, come i dolcetti portati a casa dopo il prelievo, hanno contribuito ad avvicinarli gradualmente alla cultura del dono.
La prima donazione di Ludovico
Lunedì è arrivato il momento atteso: Ludovico, studente del liceo scientifico e atleta del Fratta Terme calcio, ha effettuato la sua prima donazione di plasma. Al suo fianco c’era la madre Barbara, emozionata per l’ingresso del figlio in questa esperienza familiare.
Per Romeo, la scelta rappresenta anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni. In un periodo segnato da molte notizie negative sui giovani, ha spiegato, un gesto concreto e condiviso può trasmettere speranza e leggerezza. La mattinata all’ospedale di Forlì ha così riunito cinque persone legate dalla famiglia e da una consuetudine di solidarietà.