Sauro Moretti ha deciso di rompere il silenzio sul rapporto con Vittorio Sgarbi, al quale è stato legato per circa vent’anni. Ex infermiere, pr delle discoteche romagnole negli anni Novanta e poi collaboratore, manager e amico del critico d’arte, Moretti ha raccontato di voler tornare al suo fianco, ma solo se sarà lo stesso Sgarbi a chiederglielo.
Moretti ha spiegato di aver pensato di raggiungerlo in ospedale a Roma, rinunciando però all’idea per le condizioni della terapia intensiva. «Parlo da infermiere: rischierei di fargli del male», ha detto, sostenendo che la salute dell’ex parlamentare avrebbe dovuto essere tutelata anche attraverso una maggiore prudenza nelle apparizioni pubbliche. Il suo desiderio è incontrarlo nella casa di Ro Ferrarese, tra libri e quadri, per offrirgli un aiuto esclusivamente umano e non professionale.
Vent’anni accanto a Sgarbi
Nel corso dell’intervista, Moretti ha descritto il rapporto con Sgarbi come un legame molto stretto, nato nel 1990 alla discoteca Pascià di Riccione, dove lavorava. Da allora lo avrebbe accompagnato in numerose occasioni pubbliche e private, diventando un punto di riferimento anche nei rapporti con Silvio Berlusconi. Ha raccontato di aver frequentato Arcore, Palazzo Grazioli e Villa Certosa, e di essere stato talvolta un tramite tra il leader di Forza Italia e il critico d’arte.
Moretti ha definito Sgarbi il proprio «capo» e «faro», attribuendogli il merito di averlo avvicinato all’arte. Nel suo racconto, essere sgarbiani significa rifiutare il conformismo e difendere le proprie convinzioni anche quando questo comporta lo scontro con figure potenti. Una visione che l’ex collaboratore collega anche alla propria esperienza da infermiere e al lavoro svolto nel Sert, dove, ha spiegato, i giudizi personali dovevano lasciare spazio alla necessità di aiutare le persone.
La rottura del 2023
Il rapporto professionale si è interrotto nell’estate del 2023, dopo una telefonata nella quale Sgarbi avrebbe chiesto a Moretti di trovare un’intesa con la fidanzata Sabrina, prospettando la scelta tra i due. Moretti ha detto di aver vissuto male quella decisione e di essersi sentito tradito, sostenendo però che Sgarbi fosse già debilitato e sottoposto a pressioni del suo entourage. La vicenda si è conclusa anche sul piano legale con una risoluzione consensuale.
Nonostante la frattura, Moretti si è detto pronto a perdonare e a riabbracciare l’ex amico. Ha ricordato episodi condivisi durante ricoveri e viaggi, compreso un intervento a Cattolica nel quale, secondo il suo racconto, Sgarbi avrebbe voluto averlo accanto anche in sala operatoria. Ha inoltre definito il loro rapporto come una relazione affettiva molto intensa, senza rapporti sessuali, vissuta con la consapevolezza delle rispettive famiglie.
Moretti ha parlato anche del legame con Evelina Sgarbi, figlia del critico, della quale cura l’immagine e le occasioni professionali in radio e televisione. Ha detto di conoscerla fin da bambina e di riconoscere in lei alcuni tratti del padre. Tra i ricordi più dolorosi ha indicato la telefonata che portò alla separazione; tra quelli più significativi, una lettera pubblicata da Sgarbi dopo la morte di sua madre, interpretata come un gesto di vicinanza personale.