Forlì ha aumentato la propria capacità di attrarre residenti, ma la crescita demografica porta con sé difficoltà sempre più evidenti: dalla disponibilità di abitazioni all’invecchiamento della popolazione, fino al calo delle nascite. La fotografia dell’evoluzione del territorio nell’ultimo quarto di secolo è stata realizzata dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna sulla base dei dati Istat.
A fine 2025 la provincia contava 394.337 residenti. Il comprensorio forlivese rappresentava il 47% del totale, risultando quindi meno popoloso del Cesenate. Rispetto al 2000, tuttavia, la popolazione provinciale è cresciuta dell’8,1% e la densità abitativa è passata da 136 a 147 abitanti per chilometro quadrato.
Più residenti, ma poche case disponibili
L’incremento è sostenuto soprattutto dai trasferimenti. Il saldo migratorio, che indica la differenza tra chi prende la residenza e chi lascia il territorio indipendentemente dalla nazionalità, nel 2025 ha raggiunto nel Forlivese 10,1 abitanti ogni mille residenti, contro i 6,5 del Cesenate. Nel 2000 il rapporto era opposto: Forlì registrava 7,6 nuovi residenti ogni mille abitanti, mentre Cesena arrivava a 9,3.
La maggiore attrattività si confronta però con un mercato immobiliare rigido. Secondo i dati citati del portale Idealista, nel secondo trimestre del 2026 Forlì si è collocata al decimo posto in Italia per domanda di abitazioni in affitto. La difficoltà nel trovare locazioni sostenibili può diventare un ostacolo allo sviluppo, perché le opportunità di lavoro devono fare i conti con la disponibilità di alloggi.
Tra i possibili fattori della trasformazione c’è anche il rafforzamento del ruolo universitario della città. L’ampliamento dell’offerta formativa, con l’avvio del corso di Medicina nel 2020, ha consolidato Forlì come centro di studi. Nell’anno accademico 2025-26 le immatricolazioni al Campus dell’Università di Bologna sono aumentate del 3,2% rispetto all’anno precedente. In assenza di una crescita particolarmente marcata delle imprese, l’ateneo può essere considerato uno dei motori dell’arrivo di nuovi residenti.
Invecchiamento e calo delle nascite
La crescita complessiva non arresta l’invecchiamento della popolazione. Nel Forlivese le persone con almeno 64 anni rappresentano il 26,3% dei residenti, una quota superiore alla media regionale del 25,2%. Per ogni 100 ragazzi sotto i 15 anni si contano circa 228 anziani.
La maggiore domanda di assistenza si accompagna alla riduzione delle persone disponibili a svolgerla. Tra il 2016 e il 2025, in provincia, le badanti regolarmente occupate sono diminuite del 14,9%. La contrazione rende più complessa l’organizzazione della cura all’interno delle famiglie, proprio mentre aumentano le necessità legate all’età media.
Anche le nascite continuano a diminuire. In città il tasso è sceso a 5,8 nati ogni mille residenti, contro i 7,9 del 2000. Il saldo naturale è quindi negativo: -5,9 abitanti ogni mille, rispetto al -5,2 regionale e al -5 nazionale. Per sostenere le famiglie, il Comune ha previsto per l’anno scolastico in corso un aumento dei posti nido convenzionati e una riduzione delle rette.
Un ulteriore elemento del cambiamento è rappresentato dalla presenza straniera. Nel Forlivese i cittadini stranieri costituiscono il 12,9% dei residenti, una quota superiore a quella di Cesena e alla media nazionale. Nel 2000 erano il 2,7%, con una crescita del 373%. Secondo le proiezioni Istat, l’arrivo di nuovi residenti dovrebbe compensare il divario tra decessi e nascite.