Non si placa la polemica sui tempi per visite ed esami nel territorio forlivese. Il confronto è stato riacceso nei giorni scorsi dalla campagna della deputata di Forza Italia Rosaria Tassinari, che ha raccolto le testimonianze di cittadini costretti ad attendere mesi o anni per ottenere una prestazione.
Le accuse di Buonguerrieri
Sulla vicenda è intervenuta la parlamentare di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, che ha rivolto le proprie critiche alla consigliera regionale del Partito democratico Valentina Ancarani. Secondo la deputata, sarebbe surreale che Ancarani impartisse lezioni al Governo sul funzionamento della sanità pubblica.
Buonguerrieri sostiene che il centrosinistra, avendo governato l’Italia per buona parte dell’ultimo decennio, avrebbe lasciato un servizio definanziato, segnato dalla carenza di medici e da liste d’attesa fuori controllo. Da qui l’invito al Pd a fare autocritica. La parlamentare rivendica inoltre alcune misure attribuite all’attuale Governo: l’aumento del Fondo sanitario da 125 a quasi 143 miliardi, il superamento del tetto di spesa per le assunzioni, l’introduzione del Cup e la previsione di visite anche nel fine settimana.
Nel suo intervento, la deputata ha chiamato in causa anche le responsabilità della Regione. A suo giudizio, se in Romagna i cittadini attendono mesi per una visita, le risposte dovrebbero essere chieste a Bologna e non soltanto a Roma. Buonguerrieri ha quindi accusato Ancarani e il Pd di fare propaganda, chiedendo loro di assumersi le proprie responsabilità sulla gestione dei servizi.
La replica della consigliera dem
Ancarani ha risposto a stretto giro con una nota dai toni altrettanto critici. La consigliera regionale ha contestato alla parlamentare di non aver indicato cifre né affrontato la richiesta di 5 miliardi di euro avanzata, secondo la sua ricostruzione, dallo stesso ministro e non prevista dalla manovra.
Per Ancarani, il richiamo alle responsabilità delle precedenti maggioranze non è una risposta adeguata a chi attende una prestazione sanitaria da mesi. La consigliera ha sostenuto che servano risorse concrete, ricordando come la domanda di salute sia aumentata per effetto dell’invecchiamento della popolazione e della crescita delle cronicità.
La replica si è chiusa con un nuovo richiamo alla competenza del Governo. Secondo Ancarani, Roma dovrebbe smettere di scaricare sulle Regioni il peso della domanda sanitaria, perché risorse e priorità vengono decise a livello nazionale. Il confronto politico resta quindi aperto tra le diverse responsabilità attribuite a Governo e Regione sulla gestione delle liste d’attesa.