Una donna di 34 anni, cittadina polacca domiciliata nel Novarese, è stata arrestata dagli agenti dell’anticrimine e delle volanti del commissariato di Cesena con l’accusa di aver raggirato un’anziana residente in centro città. Alla vittima sarebbero stati sottratti gioielli d’oro e 350 euro in contanti. Il fermo è stato successivamente convalidato dal tribunale di Forlì, che ha disposto per la sospettata la custodia cautelare in carcere.
I fatti risalgono al 18 settembre. Una complice aveva telefonato alla donna fingendosi la figlia e sostenendo di avere bisogno urgente di denaro per affrontare alcune spese mediche. La richiesta, costruita facendo leva sul rapporto familiare e sull’ansia della madre, aveva convinto l’anziana a consegnare denaro e oggetti di valore a un’amica che sarebbe arrivata poco dopo sotto casa.
Le indagini dopo la segnalazione
La donna poi arrestata si era presentata all’abitazione della vittima per ritirare i monili e il contante. Subito dopo la denuncia, gli investigatori della scientifica e della polizia giudiziaria del commissariato hanno avviato gli accertamenti, esaminando anche le immagini della videosorveglianza comunale installata nella zona. Le riprese hanno permesso di individuare la probabile autrice della consegna.
Dopo la diramazione di una nota di ricerca alle volanti, la sospettata è stata riconosciuta e fermata quattro giorni dopo nei pressi della stazione ferroviaria. Accompagnata negli uffici del commissariato, è stata riconosciuta anche dalla vittima. D’intesa con la procura della Repubblica di Forlì, gli agenti hanno quindi proceduto al fermo di polizia giudiziaria e al trasferimento in carcere.
Le ricerche per identificare gli eventuali complici sono ancora in corso. Secondo quanto ricordato dal commissariato di Cesena, le persone anziane sono frequentemente esposte a raggiri basati su una falsa emergenza. In genere, il contatto iniziale avviene per telefono: il truffatore si presenta come un familiare, un avvocato o un appartenente alle forze dell’ordine e chiede denaro o preziosi. In un secondo momento, un complice si reca nell’abitazione per ritirare quanto raccolto.
Le raccomandazioni della polizia
Tra le modalità più insidiose c’è quella che mantiene la vittima costantemente al telefono, impedendole di verificare la richiesta o di contattare altre persone. La Polizia di Stato riferisce di organizzare incontri di sensibilizzazione rivolti alle fasce più esposte e di diffondere informazioni, anche attraverso i social media, ai familiari delle potenziali vittime.