Il consiglio di amministrazione di Webuild ha deciso di non modificare il corrispettivo dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa su Trevi. La società conferma quindi la proposta di 4,50 euro in contanti per ciascuna azione, mantenendo invariati i termini dell’operazione.
La decisione arriva nel contesto del confronto con l’offerta concorrente presentata da Icop. Secondo quanto riportato dall’agenzia AdnKronos, Webuild aveva depositato il 28 settembre un esposto alla Consob, segnalando possibili profili di irregolarità nel rilancio annunciato da Icop il 25 settembre 2026.
Le contestazioni sull’offerta concorrente
Nel documento, Webuild sostiene che Icop avrebbe comunicato un incremento del rapporto di scambio e un aumento del numero di azioni da emettere a servizio dell’offerta, senza indicare la disponibilità dei nuovi titoli né la convocazione di un’assemblea chiamata ad autorizzarne l’emissione. Secondo il gruppo, questi adempimenti sarebbero richiesti dalla normativa applicabile.
La posizione è stata richiamata anche dal consiglio di amministrazione di Trevi nella riunione del 29 settembre 2026, quindi oltre la scadenza prevista per un rilancio. In quella sede, viene riferito, il cda di Icop avrebbe deliberato di aumentare da 8.721.903 a 10.820.406 il numero massimo di azioni da assegnare agli aderenti all’offerta.
Il nodo sull’emissione delle azioni
Secondo quanto riportato nell’esposto e nelle valutazioni del cda di Trevi, Icop non avrebbe convocato neppure in quel momento un’assemblea per autorizzare l’emissione supplementare. Webuild contesta quindi che la decisione possa eccedere i poteri delegati al consiglio di amministrazione della società.
Il riferimento è all’articolo 2343 del Codice civile e all’articolo 5.5 dello statuto di Icop, che prevederebbero, a servizio dell’offerta, l’emissione di un massimo di 8.721.903 azioni. Da qui, secondo Webuild, deriverebbero dubbi sia sulla regolarità del rilancio di Icop, perché presentato in assenza dei requisiti di legge, sia sulla validità dell’emissione dei titoli aggiuntivi.
La Consob è stata quindi chiamata a valutare i profili segnalati nell’ambito della contesa sull’acquisizione di Trevi. Nel frattempo, Webuild ha scelto di lasciare invariato il prezzo della propria offerta, confermando il corrispettivo interamente in contanti da 4,50 euro per azione.