Cronaca giudiziaria

A processo per omicidio, Spadino appare provato a Meldola

Il 27enne, detenuto da oltre sei mesi, resta in silenzio davanti ai giudici e affida la propria posizione ai difensori.

A processo per omicidio, Spadino appare provato a Meldola

È entrato in aula alle 9.11, senza sorridere e con il volto segnato. Pallido, dimagrito e visibilmente provato, Spadino si è seduto accanto ai suoi avvocati nel procedimento per l’omicidio di un’anziana. Ha comunicato alla Corte di non voler essere fotografato o ripreso e, per tutta l’udienza, ha mantenuto un atteggiamento chiuso e silenzioso.

Il 27enne, che compirà 28 anni tra poche settimane, è detenuto in via cautelare da oltre sei mesi. Indossa una giacca beige, una camicia azzurra e pantaloni bianchi; durante la permanenza in aula appare accaldato e si asciuga il sudore con un fazzoletto. Osserva rapidamente le persone presenti, poi torna a fissare il vuoto e parla sottovoce con i legali.

Dal clamore alle accuse

Nei mesi scorsi, quando l’inchiesta era diventata pubblica, l’uomo aveva rilasciato dichiarazioni a giornali, televisioni e siti web per sostenere la propria estraneità ai fatti. Aveva negato di aver fatto del male a qualcuno, escludendo in particolare ogni responsabilità nei confronti di persone anziane. In aula, però, quel protagonismo è ormai scomparso: Spadino non ha rilasciato dichiarazioni e ha lasciato parlare i suoi difensori.

Prima dell’arresto era conosciuto a Meldola per la gestione di una piadineria insieme alla compagna e per la partecipazione a iniziative di solidarietà organizzate in paese. Il suo carattere espansivo e il modo diretto di stare tra la gente vengono ora riletti alla luce dell’inchiesta, mentre nella comunità si sono formate opinioni contrapposte sulla sua posizione.

Gli elementi richiamati in aula

Secondo quanto emerso durante l’udienza, a segnalare comportamenti ritenuti sospetti sarebbero stati alcuni colleghi della Croce Rossa e operatori del 118. Al centro dell’attenzione sono finiti gli spostamenti dell’imputato da un’ambulanza all’altra, indicati in aula dal procuratore Cieri come un elemento dell’impianto accusatorio.

Per l’accusa, l’uomo avrebbe ucciso un’anziana senza un movente. Un’accusa che lo colloca davanti alla Corte per un delitto particolarmente grave e che lui continua a respingere attraverso i propri legali. Il procedimento è ancora in corso e la responsabilità penale dovrà essere accertata nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

Nel corso della giornata, un giornalista gli ha chiesto come stesse, ma l’intervento di una guardia carceraria ha impedito che rispondesse. Poco dopo, Spadino ha salutato rapidamente i suoi avvocati e ha lasciato l’aula. Nessun familiare era presente: il giovane è uscito in silenzio, con l’apparente desiderio di allontanarsi rapidamente dal palazzo di giustizia.