Ordinanza comunale

Cesenatico, hotel chiuso per carenze igieniche e di sicurezza

Il provvedimento segue un controllo del 25 agosto e il mancato adeguamento richiesto entro dieci giorni

Cesenatico, hotel chiuso per carenze igieniche e di sicurezza

Un hotel della zona di Ponente, a Cesenatico, è stato sottoposto al divieto immediato di prosecuzione dell’attività ricettiva. Il provvedimento è stato adottato dal Comune con un’ordinanza datata 22 settembre, al termine degli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine nella struttura.

Il sopralluogo era stato effettuato il 25 agosto e aveva evidenziato, secondo quanto riportato nell’ordinanza, una serie di carenze igieniche e di sicurezza. L’amministrazione comunale ha quindi disposto la sospensione dell’attività sulla base delle condizioni riscontrate all’interno dell’albergo.

Le criticità riscontrate

Nel documento viene descritta una situazione di insufficienza delle condizioni igienico-sanitarie generali della struttura. Tra le irregolarità indicate figurano infiltrazioni presenti in diversi punti dell’edificio, infissi ammalorati e stipiti delle porte rotti o mancanti. Sono stati inoltre rilevati fili elettrici rotti o scoperti, con conseguenti profili di criticità sotto il piano della sicurezza.

Gli accertamenti avrebbero riguardato anche i servizi igienici, descritti come sporchi o incrostati. Tra i problemi segnalati nell’ordinanza compare inoltre una problematica legata alla presenza di cimici da letto. Le condizioni riscontrate hanno portato il Comune a chiedere alla gestione della struttura un intervento di regolarizzazione.

La mancata regolarizzazione

Lo scorso 4 settembre era stata concessa la possibilità di adeguare la situazione entro dieci giorni. La richiesta prevedeva anche l’invio di un riscontro attraverso una relazione corredata da materiale fotografico, destinato ad attestare l’esecuzione degli interventi indicati.

Non avendo ricevuto riscontri rispetto alle prescrizioni, il Comune di Cesenatico ha successivamente adottato l’ordinanza del 22 settembre, disponendo il divieto di prosecuzione dell’attività ricettiva. Il provvedimento, precisa l’amministrazione, potrà essere revocato quando saranno ripristinate le condizioni richieste dalle norme e dalle autorizzazioni vigenti in materia igienico-sanitaria, edilizia e urbanistica, oltre che quelle relative alla destinazione d’uso dei locali.

La struttura potrà impugnare l’ordinanza presentando ricorso al Tribunale amministrativo regionale oppure al Presidente della Repubblica. La chiusura potrà invece essere superata soltanto dopo la regolarizzazione delle condizioni contestate e la verifica del rispetto dei requisiti previsti per l’esercizio dell’attività.