Caso giudiziario

Investì e uccise un ciclista: la famiglia cerca testimoni a Bertinoro

La Procura ha chiesto l’archiviazione per il conducente 32enne. Un filmato potrebbe aiutare a ricostruire lo schianto.

Investì e uccise un ciclista: la famiglia cerca testimoni a Bertinoro

La Procura di Forlì ha chiesto l’archiviazione per il 32enne di origine albanese accusato di aver investito e ucciso il cicloturista ravennate Antonio Leo, 76 anni, a Bertinoro. L’incidente è avvenuto la mattina del 25 aprile, lungo via Colombarone. L’uomo era alla guida di una Opel Astra quando la vettura ha travolto il ciclista, morto dopo il trasporto d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena.

La ricostruzione dell’incidente

Secondo quanto ricostruito, l’auto procedeva da monte verso valle sulla strada principale. Leo, in sella a una bicicletta a pedalata assistita, si stava immettendo da via Allende, dove era presente un segnale di stop. L’impatto è stato particolarmente violento: il ciclista è stato colpito lateralmente e proiettato a circa 27 metri dal punto dello scontro. Il conducente è risultato negativo all’alcoltest, mentre gli esami del sangue e delle urine hanno rilevato cocaina, cocaetilene e benzilecgonina.

Per chiarire se al momento dell’impatto il conducente si trovasse in una condizione di alterazione psicofisica, la Procura aveva chiesto un incidente probatorio. La richiesta è stata respinta dal gip, così come quella relativa a una perizia cinematica. Agli atti è rimasta la consulenza tecnica del geometra Michele Tassinari, basata su due possibili scenari: l’immissione del ciclista senza rispettare la precedenza oppure una ripartenza da fermo, a velocità ridotta.

La richiesta di nuovi testimoni

La consulenza ha stabilito che l’auto viaggiava tra i 55 e i 60 chilometri orari, quindi oltre il limite di 50. Per il pubblico ministero Andrea Marchini, tuttavia, gli elementi raccolti non dimostrano che il superamento del limite abbia avuto un’incidenza determinante e non provano oltre ogni ragionevole dubbio che il rispetto della velocità avrebbe evitato l’investimento. Da qui la richiesta di archiviazione, motivata dall’assenza di una ragionevole previsione di condanna.

Contro questa prospettiva è intervenuto l’avvocato Francesco Furnari, difensore della compagna della vittima, chiedendo a chi si trovava sul posto di farsi avanti. Nel fascicolo dell’indagine c’è infatti un video registrato dalle telecamere di un’abitazione affacciata su via Colombarone. Le immagini mostrano la fase immediatamente successiva allo schianto e l’arrivo di numerose persone. Secondo il legale, tra loro potrebbe esserci qualcuno che ha assistito all’impatto: una testimonianza ritenuta potenzialmente decisiva per la ricostruzione dei fatti e per il futuro del procedimento.