Si è svolto a Forlì il sopralluogo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. La delegazione ha visitato il termovalorizzatore gestito da Herambiente e ha poi partecipato a un ciclo di audizioni in prefettura, nell’ambito dell’indagine sui contributi ambientali riconosciuti dai gestori degli impianti alle amministrazioni locali.
Al termine dei lavori, il presidente della commissione bicamerale Jacopo Morrone e la parlamentare del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma, relatrice di minoranza del filone d’inchiesta, hanno illustrato gli esiti delle verifiche condotte sul territorio. La missione forlivese rientra in un’indagine più ampia che coinvolge quattro impianti nazionali: oltre a quello di Forlì, sono interessati i termovalorizzatori di Bolzano, Acerra e Santa Palomba.
La verifica sui ristori
L’obiettivo dell’inchiesta è valutare l’impatto e la gestione dei rimborsi economici corrisposti ai Comuni, verificando se i benefici legati alla presenza degli impianti siano effettivamente concreti e percepibili dalla collettività. Morrone ha riferito che, nell’ambito dell’attività parlamentare, sono stati ascoltati anche i consiglieri della Corte dei Conti, che per la prima volta hanno svolto un approfondimento specifico sulla congruità delle somme versate dai gestori agli enti locali.
A Forlì il Comune riceve da Herambiente circa 800mila euro all’anno per la presenza del termovalorizzatore. La commissione intende accertare se il ristoro sia adeguato rispetto al disagio e all’impatto dell’impianto e se le risorse vengano destinate concretamente alla mitigazione degli effetti ambientali, come previsto dalla normativa.
Teleriscaldamento e capacità dell’impianto
Durante gli incontri è stato affrontato anche il tema del teleriscaldamento e della richiesta di ampliamento della capacità dell’impianto cittadino. Il termovalorizzatore è attualmente autorizzato a trattare 120mila tonnellate annue, mentre è pendente una richiesta per arrivare a 180mila tonnellate.
Morrone ha definito il teleriscaldamento un possibile vantaggio per la città, perché consentirebbe di ridurre l’utilizzo di caldaie che incidono sulla qualità dell’aria. Al tempo stesso, ha sottolineato che il servizio è ancora poco sfruttato e che, prima di valutare un aumento dei quantitativi trattati, occorre esaminare i pareri degli organismi tecnici, tra cui Arpae, e considerare tutte le sorgenti emissive presenti sul territorio. Il limite attuale, ha ricordato, è stato fissato dopo specifici approfondimenti.
Auriemma ha evidenziato la forte disomogeneità esistente a livello nazionale negli importi dei contributi ambientali: si passa dai 5 euro a tonnellata di Acerra fino a punte di 96 euro in altre realtà. Secondo la parlamentare, sarà necessario intervenire per ridurre queste differenze e garantire che i fondi siano vincolati a finalità di tutela ambientale. Gli esiti complessivi dell’indagine confluiranno nella relazione finale della commissione, la cui presentazione è prevista tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre alla Camera dei deputati.