Un anziano di Mercato Saraceno, nel Cesenate, è stato raggirato nella propria abitazione con la falsa notizia di un incidente stradale causato dalla figlia. I truffatori, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine e alla magistratura, sono riusciti a farsi consegnare diversi monili in oro e tre pistole con il relativo munizionamento, legalmente detenute dalla vittima.
Per il caso, i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Cesena e della stazione di Mercato Saraceno, insieme ai militari del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e della stazione di Napoli Marianella, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il provvedimento, emesso dal gip di Forlì su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda due italiani di 26 e 33 anni, accusati di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona anziana.
Il falso incidente e la consegna dei beni
I fatti risalgono al primo luglio, quando l’anziano, che si trovava da solo in casa, ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è presentato come maresciallo dei Carabinieri. Con il consueto stratagemma, il sedicente militare gli ha raccontato che la figlia aveva provocato un incidente stradale e che sarebbe stato necessario pagare una cauzione per evitare conseguenze nei suoi confronti.
All’uomo è stato spiegato che a ritirare il denaro sarebbe arrivato un incaricato del tribunale di Forlì. Poco dopo, nell’abitazione, si è presentato un giovane che si è qualificato come giudice del tribunale e che ha sostenuto di poter intervenire per risolvere la situazione. Sotto la pressione del falso racconto, l’anziano gli ha consegnato oggetti d’oro e le armi, prima che il sedicente giudice si allontanasse.
Le immagini hanno portato ai sospettati
Gli accertamenti avviati subito dopo la denuncia hanno compreso l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. I militari hanno ricostruito che il giovane era arrivato davanti alla casa a bordo di un’auto presa a noleggio, condotta dal presunto complice, rimasto nell’abitacolo con il compito di fare da palo.
Le indagini hanno consentito di identificare rapidamente i due sospettati, rintracciati il giorno successivo in un albergo della provincia di Pesaro mentre trascorrevano un periodo di vacanza insieme ad altri familiari. La perquisizione ha permesso di recuperare l’intera refurtiva: l’oro, le armi e le munizioni sono stati restituiti all’anziano proprietario. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate in sede giudiziaria.