Conti pubblici

Evasione fiscale, nei Comuni forlivesi recuperati 22mila euro

Il sindacato segnala l’attività limitata nel territorio e sollecita più personale, strumenti digitali e collaborazione istituzionale.

Evasione fiscale, nei Comuni forlivesi recuperati 22mila euro

Solo 22.302,81 euro recuperati nel 2024 dai Comuni della provincia di Forlì-Cesena attraverso la partecipazione alle attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale. È il dato evidenziato dalla Uil sulla base di uno studio nazionale realizzato su dati elaborati dal Ministero dell’Interno. Le amministrazioni coinvolte sono state sei su 30, a conferma, secondo il sindacato, di una partecipazione ancora limitata.

La somma è stata erogata nel 2025 in relazione agli accertamenti effettuati l’anno precedente. Ai Comuni può essere riconosciuta una quota incentivante pari al 50% delle maggiori somme riscosse per alcuni tributi erariali, tra cui Irpef e Iva. Secondo la Uil, tuttavia, il meccanismo non è ancora riuscito a trasformarsi in una componente stabile delle politiche di contrasto all’evasione e di equità fiscale.

I dati dei Comuni coinvolti

Nel dettaglio, Forlì ha ricevuto 7.586,37 euro e Cesena 4.706,49 euro. Seguono Savignano sul Rubicone, con 8.372,26 euro, Gambettola con 1.193,44 euro, Forlimpopoli con 392,56 euro e Cesenatico con 51,69 euro. Il sindacato sottolinea che anche tra le amministrazioni che hanno attivato le procedure i risultati restano contenuti, con una situazione definita particolarmente significativa nel confronto tra i diversi centri della provincia.

Paolo Manzelli ed Enrico Imolesi, segretari generali della Uil Cesena e della Uil Forlì, collegano l’andamento locale a una dinamica nazionale. In Italia, secondo lo studio citato nella nota, il cosiddetto magazzino dei crediti fiscali ammonta a circa 25 miliardi di euro, mentre i contributi spettanti ai Comuni per le riscossioni del 2024 ed erogati nel 2025 sono stati pari complessivamente a 2.508.439,46 euro.

Le richieste della Uil

Tra le cause indicate dal sindacato figurano la carenza di personale, la complessità delle procedure e la difficoltà di recuperare crediti spesso soggetti a contenziosi o caratterizzati da tempi lunghi. Questi elementi, secondo la Uil, riducono la capacità degli uffici comunali di partecipare alle attività di segnalazione e accertamento.

Per invertire la tendenza, la Uil chiede un rafforzamento degli uffici tributi, maggiori investimenti nella formazione e nelle competenze professionali, lo sviluppo della digitalizzazione e una gestione associata delle funzioni. La richiesta comprende anche un supporto tecnico-operativo continuativo da parte dell’Agenzia delle Entrate e delle altre amministrazioni competenti.

Secondo Manzelli e Imolesi, il mancato recupero dell’evasione incide soprattutto su lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie che versano regolarmente le imposte. Per il sindacato, una maggiore efficacia nelle attività di accertamento consentirebbe di recuperare risorse per i servizi pubblici e di ridurre il carico fiscale su chi contribuisce al sistema.