Il nuovo piano di Electrolux per lo stabilimento di Forlì è stato bocciato dalle istituzioni e dai sindacati riuniti in municipio. Il documento conferma 297 esuberi nel sito romagnolo e prevede, allo stesso tempo, un aumento dei ritmi sulle linee produttive. Il timore condiviso al tavolo è che l’impianto venga avviato verso una dismissione graduale, con conseguenze pesanti per i lavoratori e per il territorio.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Comune, della Regione e delle organizzazioni sindacali. Per la Regione, l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia ha definito insufficiente la riduzione degli esuberi complessivi annunciata dall’azienda, passati da 1.719 a 1.450. Secondo Paglia, il confronto tecnico del 3 e 4 settembre non avrebbe prodotto un reale cambio di prospettiva e la vertenza sarebbe tornata al punto di partenza.
Le contestazioni al piano
La posizione del Comune è stata espressa dal sindaco Gian Luca Zattini e dall’assessore al Lavoro Kevin Bravi. Dopo cinque mesi di incontri, hanno sostenuto gli amministratori, lo scenario sarebbe peggiorato rispetto alla situazione precedente. L’amministrazione contesta il comportamento della proprietà e ribadisce di non voler accettare soluzioni diverse dalla piena salvaguardia dei livelli occupazionali.
Regione e Comune chiedono inoltre l’intervento del Governo, ritenendo che la questione non riguardi soltanto i dipendenti dello stabilimento, ma anche la tenuta del sistema industriale nazionale. L’obiettivo indicato dalle istituzioni è il rilancio del progetto produttivo, considerato l’unico presupposto per eventuali strumenti di sostegno pubblico.
Numeri e prospettive dello stabilimento
Cgil, Cisl e Uil hanno evidenziato i dati contenuti nel piano. Gli operai produttivi passerebbero da 584 a 370, mentre i volumi complessivi scenderebbero da circa 1,6 milioni a 1,2 milioni di pezzi. Particolarmente marcata sarebbe la contrazione dei piani cottura, destinati a passare da 452mila a 207mila unità. Per le organizzazioni sindacali, con questi numeri lo stabilimento potrebbe non riuscire più a sostenere i costi fissi e rischierebbe di essere accompagnato verso la chiusura.
Il segretario dell’Ugl Metalmeccanici Francesco Stavale ha sottolineato che un piano con circa 300 esuberi non offre garanzie sufficienti sul futuro della fabbrica. La perdita di forza lavoro, ha osservato, comporterebbe anche un indebolimento progressivo del sito produttivo. La consigliera regionale del Pd Valentina Ancarani ha annunciato una nuova interrogazione alla Giunta regionale per chiarire le prospettive dell’impianto e ha chiesto al Governo di intervenire per ottenere un piano industriale diverso.
La mobilitazione proseguirà martedì con otto ore di sciopero nazionale e una manifestazione a Cerreto d’Esi, nelle Marche. La vertenza resta quindi aperta, mentre istituzioni e rappresentanze dei lavoratori chiedono a Electrolux di chiarire se intenda mantenere una presenza industriale strategica in Italia e garantire un futuro allo stabilimento forlivese.