Fra’ Franco Musocchi, il religioso eremita di 72 anni dei Fratelli di San Francesco, è tornato a Pietrapazza in occasione della festa parrocchiale di Sant’Eufemia. Nella località dell’Appennino, compresa nel territorio comunale di Bagno di Romagna, era rimasto disperso per 36 ore dopo essere caduto in un canalone. Il frate è stato ritrovato vivo al termine di una vasta ricerca che aveva coinvolto volontari e forze dell’ordine.
Il ritorno è stato anche un momento di ringraziamento. Venerdì sera una tavolata con circa 50 persone ha riunito i confratelli Gianluigi, Dario ed Enrico, gli operatori del Soccorso alpino, i volontari della Protezione civile, i Vigili del fuoco e i Carabinieri che avevano partecipato alle operazioni. Fra’ Franco ha voluto incontrarli personalmente, insieme al sindaco di Bagno di Romagna Enrico Spighi.
Il ringraziamento ai soccorritori
«Ho voluto ringraziare di persona chi mi ha aiutato – ha raccontato Fra’ Franco – e il piacere di averli riabbracciati proprio a Pietrapazza è stato forte. A loro devo la vita». La cena è diventata così l’occasione per ritrovarsi dopo la mobilitazione seguita alla scomparsa e dopo lo scampato pericolo.
Il religioso porta ancora i segni dell’incidente. Indossa un tutore ortopedico per favorire il recupero completo della vertebra incrinata, mentre le fratture al naso e alle costole sono guarite. Durante la convalescenza, trascorsa nel convento di Ostiglia, ha effettuato esami e controlli all’ospedale di Mantova. È inoltre dimagrito, ma conserva un ricordo preciso delle ore trascorse nel canalone.
La caduta e le ore nel canalone
Quel giorno Fra’ Franco aveva imboccato il sentiero verso Felcitino e la Valle. Invece di proseguire fino al crinale e raggiungere la strada forestale che avrebbe dovuto riportarlo a Pietrapazza, aveva scelto di tagliare attraverso il bosco. La decisione lo aveva portato sul margine del canalone, dove era caduto rimanendo ferito e isolato.
Durante l’attesa aveva cercato di idratarsi con la poca acqua rimasta e di mantenere la lucidità nel corso della notte. A un certo punto aveva sentito il rumore di un elicottero e aveva provato a segnalare la propria posizione con le braccia, senza riuscire a farsi individuare. Il recupero è avvenuto alle 22 di lunedì 29 giugno, quando due operatori del Soccorso alpino lo hanno raggiunto e affidato all’ambulanza diretta all’ospedale Bufalini di Cesena. La vicenda era iniziata il giorno precedente, domenica 28 giugno.
Pietrapazza si trova a 618 metri di quota, all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi. Pur facendo parte del Comune di Bagno di Romagna, la località rientra nel bacino del fiume Bidente e fa riferimento al territorio di Santa Sofia, anche per quanto riguarda la parrocchia. Ogni anno gli ex residenti tornano nella vallata per la festa e per ritrovare i luoghi della comunità.
Nel programma della celebrazione era prevista anche la messa delle 11.30, insieme a una giornata di incontri tra gli ex residenti e chi oggi vive nella zona. I frati hanno ricordato il valore dei silenzi e del paesaggio, ma anche la necessità di interventi di messa in sicurezza sulla pista forestale che da Ca’ Veroli conduce a Pietrapazza e sul muro davanti alla chiesa.