Sono state circa 500 le persone che ieri sera si sono ritrovate in piazza a Santa Sofia per manifestare contro la violenza e il clima di paura seguito a due pestaggi avvenuti nella zona. L’assemblea è stata organizzata da un gruppo di donne, tra cui Debora Piaschiri e Valentina Mambelli, che in pochi giorni hanno raccolto adesioni e firme per esprimere il rifiuto della comunità verso violenze, vandalismi, furti e truffe.
Al centro della mobilitazione ci sono le aggressioni subite da un 30enne di Santa Sofia e da un 17enne di origini magrebine residente a Galeata. Secondo le testimonianze riportate dagli organizzatori, in entrambi i casi i presunti responsabili sarebbero italiani. La manifestazione ha riunito persone di età, professioni e condizioni sociali diverse, con l’obiettivo di rispondere alla paura senza alimentare contrapposizioni o messaggi di odio.
La richiesta di maggiori controlli
Nel corso dell’incontro hanno preso la parola anche cittadini di origine straniera, tra cui magrebini, bulgari, romeni e albanesi, che vivono e lavorano nella zona. Presenti diversi amministratori, a partire dalla sindaca di Santa Sofia Ilaria Marianini e dalla sindaca di Galeata Francesca Pondini, oltre al consigliere regionale Daniele Valbonesi e ad amministratori di Civitella. Ha partecipato anche don Davide Medri, parroco dell’unità pastorale dell’Alto Bidente, territorio che comprende l’area da Cusercoli a Campigna.
Debora Piaschiri, intervenuta a nome degli organizzatori, ha spiegato che questa volta la comunità ha scelto di non restare in silenzio. Il messaggio è stato chiaro: la violenza e la paura non devono diventare la normalità. Gli organizzatori hanno precisato di non voler sostituire le istituzioni e le forze dell’ordine, ma hanno chiesto più controlli e interventi concreti per tutelare il paese. La manifestazione, hanno sottolineato, vuole essere una risposta civile alla violenza, non una reazione basata su ulteriore violenza.
Prevenzione e collaborazione tra Comuni
La sindaca Marianini ha ribadito che le regole valgono per tutti e ha richiamato la necessità di affiancare alla videosorveglianza e ai controlli un lavoro di prevenzione. Secondo la prima cittadina, questo percorso deve coinvolgere adulti, famiglie, associazioni del terzo settore e realtà sportive, con particolare attenzione al disagio giovanile. Marianini ha inoltre ricordato che il mantenimento dell’ordine pubblico non rientra nelle competenze comunali, ma in quelle dello Stato.
Francesca Pondini ha evidenziato la collaborazione tra i quattro sindaci della Val Bidente sul tema della sicurezza. Il prossimo passaggio è fissato per mercoledì, quando gli amministratori incontreranno il questore Claudio Mastromattei e il comandante dei carabinieri Luigi Di Pilato. L’obiettivo sarà affrontare le richieste emerse dall’assemblea e valutare le misure necessarie per rafforzare il presidio del territorio.