I dipendenti dell’Unione Rubicone e Mare hanno annunciato uno sciopero per giovedì 8 ottobre, con un presidio in programma dalle 10 alle 12 in piazza Borghesi, a Savignano, davanti alla sede legale dell’ente. La mobilitazione è stata promossa dalla Fp Cgil e coinvolgerà tutti i dipendenti dell’Unione.
Al centro della protesta ci sono il livello del salario accessorio, ritenuto troppo basso rispetto a quello riconosciuto in altri enti del territorio, e le condizioni di lavoro. Il sindacato chiede inoltre un rafforzamento degli organici e interventi sulle problematiche organizzative che, secondo la rappresentanza dei lavoratori, incidono sulla gestione dei servizi.
La vertenza aperta a marzo
Lo stato di agitazione era stato proclamato il 10 marzo, su mandato di un’assemblea dei lavoratori. Dopo il presidio organizzato davanti al consiglio dell’Unione del 30 settembre 2026, la protesta prosegue quindi con uno sciopero generale. Secondo la Fp Cgil, da parte dei sindaci dei Comuni aderenti non sarebbero ancora arrivate risposte concrete alle richieste avanzate dai dipendenti.
Antonio Sarpieri della Fp Cgil sostiene che la normativa, anche alla luce della conversione dell’ultimo decreto sulla pubblica amministrazione, offra ai Comuni soci dell’Unione la possibilità di destinare risorse aggiuntive al salario accessorio. L’obiettivo indicato dal sindacato è colmare il divario retributivo rispetto alla maggioranza degli altri Comuni e intervenire su una situazione considerata penalizzante per il personale dell’ente.
La richiesta di un confronto
La Fp Cgil ritiene che le recenti modifiche legislative abbiano rimosso gli ostacoli alla destinazione di fondi aggiuntivi per il personale dell’Unione Rubicone e Mare. Il sindacato richiama in particolare lo strumento definito Sblocca Fondi e sostiene che i Comuni aderenti possano avvalersene per aumentare le risorse destinate alla retribuzione accessoria.
Durante il presidio, la rappresentanza sindacale auspica di essere ricevuta dall’amministrazione insieme a una delegazione dei lavoratori. La richiesta è di ottenere risposte sulle questioni salariali, sugli organici e sull’organizzazione del lavoro, riportando le relazioni sindacali nel quadro della contrattazione e del confronto. La protesta si inserisce dunque in una vertenza che riguarda sia il riconoscimento economico del personale sia le condizioni necessarie, secondo i lavoratori, per garantire i servizi pubblici.